Alpine Wonderful Winter Trail – 25 gennaio 2015

Ponte Maira, Acceglio (CN); trail su fondo innevato di 10,5 km, D+ 500 metri

di: Giulia

2015-02-05 21.35.23Quando finalmente ai primi di gennaio è arrivata la mail che annunciava la data della seconda edizione dell’Alpine Wonderful Winter Trail, abbiamo tirato un sospiro di sollievo: l’anno scorso è stata un’esperienza davvero unica e ci sarebbe davvero dispiaciuto che per colpa di una neve che tardava ad arrivare avremmo perso l’occasione di bissare anche nel 2015. Subito ci siamo mobilitati per trovare un alloggio perché Ponte Maira non è dietro casa e vale comunque la pena spendere almeno due giorni in questi posti davvero “wonderful”. Ed ecco che finalmente venerdì 23 (questa volta, ben due giorni prima) siam partiti alla volta della selvaggia e incantevole Val Maira. Addentrandosi nella valle in macchina, lungo una strada sempre più stretta e impervia si notava che la neve quest’anno non fosse stata così generosa, neanche lì dove l’anno passato invece tutto era bianco… ma non importava, a ogni curva, ogni paesino, ogni ponticello sul torrente Maira ci ricordava che ci stavamo avvicinando, che in poco tempo saremmo arrivati.

E come immaginavamo, al mitico Ciarbonet i volontari di I run for Find the Cure “progetto sportivo-umanitario che unisce sport e solidarietà in un legame così stretto da non riuscire a distinguere la fine di uno e l’inizio dell’altro”, erano intenti nei preparativi della corsa, capitanati dall’instancabile Daniele che ci ha accolti col suo sorriso e col suo entusiasmo. Il trail infatti è parte del cosiddetto CortoCircuito Solidale, insieme di gare di corsa che allineano forze per realizzare un progetto umanitario scelto di anno in anno. L’anno scorso si correva per costruire una scuola elementare in Tanzania; quest’anno i chilometri solidali di tutti gli iscritti serviranno a realizzare l’ostello per le bambine della stessa scuola elementare. Gli organizzatori del trail sono gli stessi fondatori di Find the Cure, comitato no profit di cooperazione interazionale che coordina gli interventi in campo umanitario e che si sono inventati I Run for Find the Cure e il CortoCiruito solidale, per cui l’atmosfera di questa gara, come delle altre da loro organizzate (Alpine Wonderful Trail, la versione estiva; Sea beautiful trail…) è ancora più calda ed accogliente.

La gara: il percorso è un anello di 10,5 km e 500 m di dislivello positivo, completamente su sentieri innevati, con partenza direttamente dai prati del Ciarbonet, residence (ma non solo) di Ponte Maira, che attraverso boschi e tratti della pista di fondo raggiunge la sommità delle sorgenti del Maira giunge a Chiappera, ai piedi della bellissima e statuaria Rocca Provenzale (che l’hanno scorso abbiamo scalato per buona parte nella versione estiva e più lunga, l’Alpine Wonderful Trail) per poi ridiscendere dal versante opposto passando per sentieri e l’abitato di Saretto. Questa edizione era in memoria di Massimo, un ragazzo che tante volte ha corso portando il messaggio di solidarietà e i colori di FtC.

Rocca Provenzale

Dopo una giornata, sabato, spesa a vagare tra i paesini della valle fino a Elva, eccoci pronti domenica mattina alla partenza: freddo freddo ma giornata bellissima, con cielo terso senza l’ombra di una nuvola. Facciamo un po’ di riscaldamento (si fa per dire, faceva proprio freddo!) poi Daniele ci richiama all’ordine e dopo il briefing con cui ci informa sulle impervietà del percorso ci mettiamo tutti sotto il gonfiabile di Find the Cure e via, si parte!

Impervietà. Dopo la lieve salita iniziale del prato di fronte al Ciarbonet, in cui la neve bene o male resisteva sotto i nostri piedi, non appena ci siamo addentrati nei sentieri del bosco, passo dopo passo, è iniziato lo “sprofondamento”. Sì, perché ad ogni passo la neve cedeva e ci si ritrovava a dover recuperare il piede e la gamba e portarli in avanti, un po’ alla cieca, cercando di seguire la traccia dei primi, per cercar di far meno fatica. L’iniziale momento di sconforto (del tipo: ma chi me l’ha fatto fare??) dettato dall’evidenza che in piano e in salita fosse praticamente impossibile correre, ha lasciato poi spazio all’entusiasmo, allo spirito di squadra, perché anche se si corre da soli, comunque, si ha sempre qualcuno davanti e qualcun altro dietro, che ci supera, che superiamo, con cui si fanno due chiacchere e una battuta, con cui si cerca appunto di condividere la corsa, per non perdere la motivazione e continuare. Al ristoro poco sotto Chiappera, più o meno a metà gara, c’era il sole. Il freddo ormai era passato, ma la neve era sempre uguale, fresca e poco stabile. Ma eravamo al giro di boa! Sulla strada del ritorno lungo il discesone verso Saretto l’andatura barcollante dovuta alla neve fresca mi ha fatto in qualche occasione girare la testa, un po’ quando sugli sci tutt’intorno c’è nebbia e non si vede un tubo… Alla fine la testa iniziava a protestare e scioperare, le gambe quasi cedevano, ma arrivare accolti dagli amici, dalla musica e soprattutto con la polentata che ci attendeva, ha fatto dimenticare tutta la stanchezza sia fisica che mentale che stava sopraggiungendo. 

Risultato: tempo e fatica ben al di sopra di quelli dell’anno scorso, ma soddisfazione finale e atmosfera come al solito degni dell’organizzazione di FtC.

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