Incontro con l’atleta: Matteo Nardulli

Alcuni corrono per tenersi in forma, altri per smaltire lo stress, altri ancora per sgranchire le gambe dopo ore passate dietro ad una scrivania. E poi c’è chi lo fa per passione, come Matteo Nardulli: il suo entusiasmo è contagioso e lo condividiamo con gioia, sperando che tutti possano trarre dallo sport lo stesso piacere che ne ricaviamo noi.

Matteo NardulliNel giro di una settimana hai partecipato a due competizioni impegnative: quella di casa, la Vibram Maremontana (49 km), e un’altra ligure, lo SciaccheTrail di Monterosso (47 km), entrambe con un dislivello positivo di circa 3000 metri. Vuoi parlarci di queste esperienze?

Beh, sicuramente sono fortunato! Fortunato perché nel giro di 7 giorni ho potuto veramente apprezzare la bellezza della mia terra natale in tutte le sue sfaccettature: dalle creste alpine innevate, piovose e fangose della Maremontana alle interminabili scalinate dei borghi e gli scorci a picco sul mare sotto un cielo senza neanche una nuvola dello SciaccheTrail. Due trail molto diversi, ma entrambi molto duri sotto l’aspetto della tecnicità del percorso; due gare che ti spremono fisicamente e mentalmente, ma ti donano emozioni e sensazioni davvero uniche! Ci tengo a ringraziare gli organizzatori per averci permesso di correre in sicurezza e per averci coccolati dall’inizio alla fine delle manifestazioni. Organizzazioni che posso tranquillamente considerare alla pari delle gare più blasonate a livello mondiale.

Siamo sicuri che stai già progettando di partecipare ad un altro trail.

Quest’anno mi sono dovuto organizzare bene il calendario prima delle due gare obiettivo, la Lavaredo Ultra Trail e la CCC, quindi ora sotto con altre “gare d’avvicinamento”!! Prossime tappe saranno Gorrei 47k e Rensen 60k.

Oltre a correre con i colori della Maremontana ASD, da anni porti nelle tue gare il messaggio di I Run for Find the Cure, che ci sta molto a cuore. Puoi raccontarci qualcosa di questo progetto?

Innanzitutto, prima di parlare dei nobili progetti di “I run for Find the Cure” vorrei spendere alcune parole sulle persone che stanno dietro a questi. Sono davvero le cosiddette “persone normali che fanno cose straordinarie”, umili, intelligenti, oneste, persone con valori che ti fanno pensare che davvero è possibile cambiare le cose, perché basta impegnarsi, crederci e agire in prima persona. Nel giro di qualche anno, con i proventi delle gare sportive organizzate sia da loro sia da organizzazioni “amiche” che han deciso di sposare la causa, sono riusciti a realizzare progetti davvero importanti come costruire pozzi d’acqua, scuole, ostelli che allevieranno sofferenze e garantiranno un futuro migliore a molta gente. E io sono orgoglioso di aver contribuito anche solo per un milionesimo alla realizzazione di tutto ciò.

Ad agosto parteciperai alla CCC® (Courmayeur Champex Chamonix; circa 101 km e 6100 metri di dislivello positivo): faremo il tifo per te!

In realtà dovrete fare il tifo per me non solo ad agosto, ma anche a giugno perché parteciperò alla Lavaredo Ultra Trail!!! E fatene tanto perché ne avrò bisogno.

Hai già partecipato a gare più lunghe, come il Grand Raid International Du Cro-Magnon dell’anno scorso (130 km e 7800 metri di dislivello positivo). Come ci si prepara, fisicamente e psicologicamente, ad una gara del genere?

Sono dell’idea che una gara di 130 km non si prepara, si fa. Nel senso che si affronta con la consapevolezza che le crisi arriveranno, ed è proprio quando le crisi si manifestano che entra in gioco la testa: quanto si è disposti a sacrificarsi per raggiungere un obbiettivo? Pensate che alla CroMagnon dopo soli 30k ero seduto su un masso, piegato dalle nausee e in balia di crampi allo stomaco. Mi sono comunque rialzato e dopo altri 100k sono riuscito ad arrivare al traguardo, dopo 27 ore, concludendo così una delle esperienze più belle e intense della mia vita, perché quando si intraprendono questi viaggi, le sensazioni e le scoperte che fai sono impagabili. Se chiudo gli occhi ancora adesso riesco a ripercorrere tutte le meraviglie che mi ha regalato quella corsa: oltre alle montagne, ai boschi e al mare che dall’orizzonte si avvicinava sempre più, ricordo ancora vividamente il mio incontro, in piena notte nei pressi di Sospel, con un banco di centinaia o addirittura migliaia di lucciole! Proseguivo in mezzo al bosco, circondato dalla sola luce di questi animaletti: che spettacolo la natura!

È chiaro che le sfide impegnative non ti spaventano.

No, assolutamente, anzi mi piacciono un sacco. Sono convinto che solo usciti dalla classica “comfort zone”, raggiunte certe soglie di sforzo e stanchezza, rimaniamo completamente a nudo di fronte a noi stessi. Tutti i sensi si amplificano; così tanto da farci esplorare ogni angolo della nostra mente e del nostro corpo, facendoci provare emozioni e sensazioni sempre nuove, sempre diverse.

Pensi che ti stancherai mai di correre?

Correre i trail è per me l’esatta metafora della vita: stancarsi di correre significherebbe stancarsi di vivere. Amo la vita e cerco di viverla al meglio delle mie possibilità; corro adesso e cerco di correre tanto perché purtroppo nessuno può dirmi per quanto tempo avrò ancora la fortuna di farlo.

Convinci un sedentario ad alzarsi dal divano e ad iniziare a fare sport.

Senza sport non riuscirei a vivere, perché lo sport fa bene all’umore, al corpo, all’anima e al cervello. Ti permette di imparare a conoscerti, accettarti e migliorarti. Ti permette di metterti in contatto con gli altri, con l’ambiente. Ti fa sentire vivo! Siamo sempre più frustrati per quello che non abbiamo e non possiamo fare, bombardati dalle pubblicità che ci mettono in testa “cose” che crediamo indispensabili per la nostra felicità e il nostro benessere, quando in realtà molte volte la felicità già ci appartiene, ma non riusciamo a riconoscerla o non ne siamo consapevoli. Quindi alzatevi, appassionatevi e correte, camminate o fate qualsiasi altro sport, perché sicuramente la vostra vita si arricchirà di emozioni, sensazioni ed esperienze che nessun divano, nessuna scatola televisiva, nessun computer e nessun cellulare esistente al mondo potrà mai darvi… solo voi e il vostro corpo!

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