Capraia Wild Trail – 12 aprile 2015

di: Giulia
Capraia Wild Trail 4Quasi 150 partecipanti per un percorso di 20 km con 900 D+ sui sentieri rocciosi e pietrosi di un’isola meravigliosa e davvero wild, come gli organizzatori, amici che ci avevano già invitato al Firenze Urban Trail e responsabili pure dell’imponente Lavaredo Ultratrail, hanno voluto sottolineare nella scelta del nome della gara.
Attraccati al porto dopo un viaggio di quasi 3 ore su un traghetto popolato praticamente solo da simpatici trailers (ma anche corridori di strada) toscani, di capre nessuna traccia (wikipedia dice che le capre selvatiche e le foche monache, un tempo fauna caratteristica dell’isola, si sono ahinoi estinte un bel po’ di tempo fa). Ma ecco che alla consegna del pacco gara spunta finalmente il primo esemplare… stampato sulla t-shirt tecnica, bella anche se pensata in modello unisex che per noi ragazze sempre più numerose a questo tipo di eventi sportivi sembra un po’ un dispetto. Ma pazienza, la prima mezz’oretta di giro dell’isola fa cancellare qualsiasi malumore per lasciare spazio allo stupore e alla curiosità di scoprire il percorso che avremmo affrontato il giorno successivo.

Capraia Wild Trail 3
Nessuna prova, comunque, il sabato, solo una passeggiatina lungo la costa est fino a una caletta rocciosa popolata da gabbiani e una vegetazione rigogliosissima. Alla sera cena a base di pesce organizzata per noi atleti, distribuiti tra le pochissime strutture ricettive aperte fuori stagione.
La mattina di domenica, eccoci tutti pronti a partire nella zona del porto. Fa caldo rispetto agli ultimi giorni, e prima del via gli organizzatori effettuano, chiamandoci ad uno ad uno, il controllo del materiale obbligatorio che consiste in un litro di acqua data la completa autonomia in cui si sarebbe svolta la gara e l’assenza di fonti durante il percorso. Qualche furbetto viene mandato in albergo a recuperarsi il beveraggio, qualche altro furbetto sarà poi fermato durante il percorso perché l’aveva abbandonato per strada.
Capraia Wild Trail 1
Dopo il via al porto, percorriamo un breve tragitto su una delle poche strade asfaltate e quindi tra le viuzze del centro abitato, passando vicino all’antica Torre  del Porto e poi al maestoso Forte di San Giorgio, scavato nella roccia. Veniamo quindi diretti verso il sentiero che ci porta nella parte incontaminata dell’isola. Inizialmente si corre senza troppe difficoltà, su un terreno ghiaioso solo leggermente scivoloso, poi su una bella strada romana sopraelevata e ampia. Pian pianino, però, ci troviamo a correre su una via stretta e piena di pietre e rocce spesso coperta dai cespugli che non permettono di vedere dove si mettono i piedi, quindi molto tecnica e a tratti un po’ pericolosa, e forse per questo molto divertente.
Capraia Wild Trail 5Continuiamo così in direzione sud una serie di saliscendi durante i quali ogni tanto ci si ferma perché qualcuno è un po’ più esitante, perché c’è qualche masso più grande da superare o semplicemente perché c’è chi si allaccia le scarpe e non si può passare altrove. Fermarsi un secondo, oltre a riprendere il fiato, permette di godersi il paesaggio, perché mentre si corre bisogna guardare dove si mettono i piedi.
Giunti a sud ci giriamo indietro e proseguiamo su una salita che ci porta al punto più alto del nostro percorso, a circa 390 m di altitudine, il monte Semaforo. Salita dura, sotto il sole sempre più caldo. Riprendiamo quindi un saliscendi su sentiero pietroso, a un certo punto proprio difficile da correre, con la percezione delle pietre a ogni passo, che si infilano aguzze nella pianta del piede. Proseguendo ancora salite quasi in cresta, con panorami mozzafiato sull’altro versante dell’isola, che dà a ovest, verso la Corsica (che dista solo 31 km e sembra così vicina!) per poi intraprendere una discesa che ci porta sullo stradone finale, parte che ha definitivamente spaccato le gambe e che, passando dalla vecchia colonia penale, ci ha portati di nuovo fin giù al porto, all’arrivo.
Capraia Wild Trail 2
Bellissimo percorso, simile per qualche aspetto ai sentieri delle coste liguri, ma a modo suo unico e particolare. Unica nota dolente il costo del pacchetto gara, forse un po’ eccessivo paragonandolo a eventi simili (Elba trail, ad esempio), probabilmente giustificato da ingenti costi di messa in sicurezza del percorso.
Ma sicuramente da ripetere. Per la bellezza del percorso, l’autenticità del luogo, i profumi della macchia e, dulcis in fundo, pure la birra artigianale dell’isola all’elicriso.
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